Diario di Viaggio 2009 Anche quest'anno dal 4 al 13 Aprile saremo in Palestina con la Carovana di Sport sotto l'assedio.
E' la 5°Carovana sportiva nei Territori Palestinesi a sostegno delle associazioni sportive, culturali e giovanili di quei territori.
Tantissimi ragazzi e ragazze italiani si metteranno in gioco nel vero senso della parola incontrando coetanei dei campi profughi, villaggi e città palestinesi.
Tre gruppi attraverseranno in contemporanea la West Bank.
Jenin, Tulkarem, Qalqilya, Balata, Deisheh, Nil'in sono alcune delle tappe. Senza dimenticarci però di quanti ci aspettano nella Striscia di Gaza. I gruppi infatti tenteranno in momenti diversi di entrare a Gaza per continuare le attività che dal 2004 portiamo avanti anche in quel pezzo di Palestina.
Richiederemo gli opportuni permessi di ingresso alle autorità competenti (militari, governative e diplomatiche) con la speranza che non ci vengano opposti IMMOTIVATI rifiuti di ingresso.
Seguiteci, sosteneteci ed al nostro ritorno ascoltate i nostri racconti e le nostre testimonianze.
Buon viaggio ai partecipanti!
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*10 aprile*
Dopo una sana dormita nella palestra del centro sportivo che ci ospita e un'ottima colazione a base di cetrioli la giornata inizia con un interessante incontro. I ragazzi arabi del posto hanno preparato per noi una breve presentazione di quella che è la storia della popolazione palestinese che vive nei territori d'Israele. Ci raccontano di come, nel 1948, i villaggi in cui vivevano i loro nonni siano stati rasi al suolo dall'esercito israeliano, di come ogni traccia dell'esistenza della popolazione palestinese sia stata cancellata nel corso degli anni successivi. |
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JENIN
La mattina presto, dopo una fantastica doccia fredda siamo partiti alla volta di Jenin. Siamo stati accolti dal comitato popolare per i servizi del campo profughi che ci hanno raccontato la storia di Jenin. Questo campo nato dopo il ’48 e’ stato uno dei piu’ colpiti durante la seconda Intifada e quello dove la resistenza e’ stata piu’ forte. Quando il governo di Israele gli ha intimato di abbandonare il campo, gli abitanti si sono rifiutati, sono restati li’ e in aprile c’e’ stato l’attacco piu’ violento. Il leader dell’intifada, presente all’incontro, ci ha descritto il dispiegamento messo in campo dall’esercito israeliano come una forza in grado di distruggere il mondo intero! Durante l’attacco, la resistenza e’ stata molto forte, in quattro giorni sono morti 24 soldati israeliani e 50 palestinesi del campo. |
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4° giorno di carovana
Per oggi il programma prevedeva il trasferimento al valico di Eretz per tentare l'ingresso a Gaza, ma visto il diniego dell'autorità israeliana abbiamo deciso di attraversare una delle città in cui il conflitto arabo-israeliano si manifesta in tutta la sua criticità: Hebron, città a sud di Betlemme. Arriviamo alle 10 e ad aspettarci c'è un comitato che lavora nella città ed è partner del centro culturale Ibdaa. Tentiamo di ripercorrere la strada che collega la parte est della città a quella occidentale definita "strada dei martiri" chiusa nel 2000 ai palestinesi e riaperta solo dopo sei anni conseguentemente ad una sentenza della Corte suprema che dichiarò la chiusura come "un errore". Questa strada divide due insediamenti israeliani di cui uno di maggiore densità abitativa e di più antica costruzione.
Il più recente dei due, invece, nasce come una stazione di Polizia israeliana nella quale vennero poco dopo costruite delle abitazioni che dovevano ospitare i militari di stanza lì. Ma ben presto si rivelò ai cittadini di Hebron il vero intento di quella costruzione: unificare l'insediamento della parte occidentale della "strada dei martiri", più grande e popoloso, con quello orientale.
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WORKSHOP DI MUSICA
Si è svolta, nel campo profughi di Dheisheh la prima delle due giornate del workshop di musica, una delle novità di questa V edizione della Carovana incentrato sul software di produzione digitale Ableton Live. Si tratta di un programma per la creazione di musica digitale, editing, e arrangement per performance live, usato a tutti livelli, sia da principianti che in ambito professionale. Nei locali dell’Ibdaa, il Bugs Lab, il collettivo d’informatica libero del c.s.o.a. La Torre e lo Strike S.p.A, ha rimesso in piedi l‘internet point del centro culturale, ristabilendo 6 postazioni informatiche utilizzabili. 3 i laptop donati al centro per dare, nel corso dell’anno, continuità al laboratorio musicale. Al workshop, rivolto adolescenti, hanno partecipato sette ragazzi dai 16 ai 17 anni. Fra questi i Bad Luck, gruppo di giovanissimi rapper del campo di Deishe, che a loro volta curano progetti di educazione musicale interni alla struttura.Hanno supportato attivamente alla realizzazione dell’iniziativa i Ramallah Underground, formazione hip hop palestinese di fama internazionale, con cui è stato avviato un progetto di collaborazione con la Carovana da circa un anno. Tanto i Ramallah che i giovani rapper del campo sono stati invitati a partecipare sabato 12 all’evento di chiusura della Carovana, che vedrà, oltre alla loro esibizion, anche la performance del Living Theatre e della Dabka, la tradizionale danza palestinese eseguita dalla compagnia di danza del Centro.Quella del corso di musica è stata anche l’occasione ufficiale per consegnare al gruppo le copie del cd autoprodotto Ramallah Underground - Live in Roma”, concerto svoltosi nello Spazio pubblico Autogestito Strike di Roma, nell‘ambito del tour italiano del gruppo, a sostegno della campagna “Sport sotto l’assedio”.Un piccolo esperimento di autoproduzione, registrato con il marchio Creative Commons, frutto della sinergia fra il gruppo hip hop, i diversi centri sociali e realtà autogestite della città di Roma, per sostenere attivamente la scena musicale underground dei Territori Occupati. Tradotto in tre lingue il booklet del cd (italiano, inglese, arabo). 250 le copie portate in Palestina, per essere distribuite alle squadre ed alle strutture incontrate nel corso del viaggio di solidarietà.
Stay Tuned!!
Free Palestine!!
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Terzo giorno a jayyus. 8 aprile 09
La giornata di oggi è cominciata con una piacevole sorpresa.
Mentre i bambini della pre scuola del charity center facevano il saluto al sole prima di entrare in classe guidati dai 'maestri' della Murga, il nostro amico Noor ci svegliava mandando dal suo telefonino un pezzo di Dj Gruff che avevamo scaricato ieri all'internet point dove lavora. Noor è un volontario del Charity, che ci accompagna nelle attività di questi giorni. Oltre alla sua militanza come volontariato, Noor che ha 20 anni, studia all'università di Qalqilya e con suo padre lavora i campi al di là del muro. Stamattina abbiamo scoperto che oltre ad avere tutte queste qualità ama il rap ed ha un ottimo orecchio musicale avendo scelto tra le tante tracce scaricatie prorpio un pezzo della storia dell'hip hop! |
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BALATA
In mattinata abbiamo lasciato Al Farah per dirigerci verso il campo profughi di Balata. Qui siamo stati accolti dai volontari dell’Happy Childhood Center, un centro che organizza vari tipi di attivita’ sociali e culturali rivolte ai bambini e alle bambine di eta’ compresa tra i 6 e i 16 anni. Il centro esiste dal 1997, e’ il piu’ grande del campo e cerca di individuare i bisogni specifici dei bambini tenendo in considerazione i traumi dovuti all’occupazione israeliana. L’Happy Childhood Center si propone di sviluppare la creativita’ dei bambini, occupando il loro tempo libero con attivita’ artistiche, sociali, culturali e fisiche allo scopo di rafforzare le loro capacita’ e incidere sulle relazioni interpersonali. Il centro dispone di diversi locali per le attivita’ dei bambini, di una palestra e di una sala computer. |
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Jayyus secondo giorno di carovana
Nel programma della carovana di oggi era previsto che il gruppo di Jayyus si recasse al valico Eretz per tentare di entrare a Gaza. Purtroppo quattro giorni prima della nostra partenza le autorità militari israeliane ci hanno fatto sapere che a nessuna delegazione sarebbe stato concesso di entrare a Gaza per motivi di sicurezza e perchè « li' non c'è nulla da vedere e nessuno da incontrare ». Cosi' la delegazione oggi è rimasta a jayyus a vedere con i prorpi occhi le difficoltà che i contadini palestinesi hanno nel raggiungere le proprie terre al di là del muro di recinzione. Il muro Costruito nel 2002 per motivi di sicurezza in realtà ha rubato terre coltivate palestinesi non rispettando i confini del 67, che prevedevano la sua costruzione sulla green line situata 10 chilometri più indietro.
Sotto un sole a picco sulle nostre teste abbiamo percorso la strada che i contadini fanno tutti i giorni per arrivare alla porta sud, aperta per un'ora tre volte al giorno. Abbimo potuto costatare come ci avevano spiegato ieri i ragazzi del Charity center, che il pass per coltivare le terre al di la' del muro viene concesso quasi esclusivamente a persone molto anziane. Durante la nostra sosta davanti alla porta sud, gli unici agricoltori che passavano erano vecchi su carretti trainati da muli.
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3°giorno di carovana
Il gruppo di Deheishe si dirige nella mattinata verso i villaggi palestinesi distrutti dalla furia dell'occupazione israliana del 1948. Prima tappa Zakarria, piccolo centro abitato situato a ovest di Betlemme a circa 1 ora di distanza dal campo profughi di Deheishe. Per essere raggiunto prevede il passaggio del check-point definito "mobile" dall'autorità israeliana, ma nella realtà dei fatti " stanziale" come ogni altro valico di guerre nella striscia medioorientale, dove siamo stati testimoni dell'ennesima sopraffazione perpetrata dalla forza militare israeliana: un anziano palestinese era stato costretto in ginocchio e circondato da 4 militari armati del solito arsenale che gli impedivano l'accesso in una terra da sempre sua.
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martedì 7 aprile 2009
In mattinata abbiamo attraversato la Valle del Giordano scoprendo che una vasta parte di questa area è di proprietà del Vaticano, sulla quale ci sono vari campi di addestramento dei militari israeliani.
Dalle montagne la vallata si estende a perdita d'occhio, è la terra di Palestina, ora diventata Siria, Israele, Giordania fino ad arrivare a distinguere i campi profughi del sud del Libano. Se la terra è un'unica distesa e i confini tra nazioni linee tracciate su una cartina geografica, i muri costruiti che separano una città da un'altra e una popolazione dalle sue terre risulta sempre più inconcepibile e inaccettabile!
Dopo un piacevole incontro con gli abitanti di Tubas, ritorniamo ad Al Farah per il pranzo e la squadra maschile si prepara alla partita di calcio contro una squadra locale. Dopo un primo tempo 'sotto tono', i nostri riescono a recuperare energie e perdono soltanto 7 a 4, per ora miglior risultato della carovana. La squadra mostra bel gioco ma la scarsa preparazione atletica e il pranzo sullo stomaco impedisce la piena espressione delle potenzialità dei nostri giocatori. Emerge comunque il grande talento dei Gemelli gol-li e le discrete capacità di mister Breddy, il Mourinho de noantri! Nel frattempo sugli spalti il tifo sfrenato si divide tra cori e palloncini colorati circondato da bambini irrefrenabili, da segnalare l'improbabile gemellaggio sancito tra Roma e Milano, grazie al gesto di un Enzino che dopo qualche reticenza cede e appende con orgoglio la bandiera giallorossa. Dopo le innumerevoli foto di rito e lo scambio di medaglie e magliette, abbiamo fatto un giro per il campo profughi visitando anche un giardino pubblico, luogo di ritrovo e socialità per gli abitanti di Al Farah. |
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