SPORT SOTTO L’ASSEDIO
Cooperazione sportiva in Palestina
La campagna Sport sotto l’assedio nasce da un gruppo di ragazzi facenti parte delle associazioni milanesi Jalla Onlus e Salah Onlus, con la passione per lo sport e soprattutto per il calcio, che decidono di condividere con i ragazzi dei campi profughi palestinesi percorsi di educazione allo sport come strumento di dialogo e di convivenza.
Tutto inizia con un appello destinato alle tifoserie calcistiche, associazioni sportive e società civile per una raccolta fondi che ha permesso alla squadra giovanile di calcio dell’IBDAA Cultural Center di uscire per la prima volta dal campo profughi di Deheishe, - Betlemme, e partecipare ai Mondiali Antirazzisti di Montecchio 2004 (Reggio Emilia). L’evento internazionale organizzato da Progetto Ultrà e ISTORECO fa parte della rete europea FARE (Footbal Against Racism in Europe) ed è patrocinato dalla Uefa.
La campagna Sport sotto l’assedio inizia cosi una serie di scambi bilaterali con le realtà sportive palestinesi creando parallelamente una rete di associazioni, non soltanto sportive, su tutto il territorio italiano che partecipano ai diversi eventi realizzati.
Scopo principale della campagna è quello di dare supporto in modo concreto e continuativo alle poche realtà che svolgono attività sportive nei Territori, cercando inoltre di estendere, per quanto possibile, ad un numero sempre maggiore di ragazzi la possibilità di praticare lo sport. Il valore educativo dello sport, riconosciuto universalmente, acquista maggiore impo rtanza se riferito ad una situazione complessa come quella palestinese.
Il confronto basato su regole certe, il rispetto dell’avversario e dei propri compagni, l’impegno quotidiano per il raggiungimento di un obiettivo, sono alcuni degli insegnamenti che, in casi come questi, possono supplire a quei vuoti formativi propri delle realtà in situazione di conflitto.
Aspetto altrettanto importante è la capacità di comunicazione inter-culturale dello sport. I diversi viaggi organizzati nell’ambito della campagna, hanno dimostrato il valore diretto di questo linguaggio.
Durante gli eventi organizzati nei territori palestinesi e gli scambi da e per i territori palestinesi. Dal 2005 ad oggi sono stati organizzati annuali edizioni di tornei calcistici in tutta la Palestina che hanno visto la presenza complessiva di più di 200 atleti italiani e la disputa di almeno 30 incontri di calcio contro altrettante formazioni locali. In particolare è da sottolineare nelle ultime edizione la presenza di teams femminili calcistici. I più che positivi riscontri nella società civile e tra le associazioni coinvolte sono il preludio alla progettazione di nuove e più efficaci iniziative. Da ricordare infine che sono sempre più numerosi i riconoscimenti alla campagna da parte di autorità pubbliche a testimonianza del valore sociale apportato dalla rete di realtà che collaborano in diverse località italiane.
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